Sono sempre di più le aziende che decidono di affidarsi ai social per consolidare o promuovere la propria azione, vincendo così il muro di diffidenza che ha, erroneamente, identificato il mondo di twitter & co come un ambiente per relazioni personali o "errata gestione del tempo libero". Negli ultimi 3 anni le richieste di interventi in questo ambito sono aumentate del 1357%.

Secondo una approfondita ricerca ad opera di IULM ed anticipata oggi da Wired le aziende sperimentano ma "c'è ancora tanta strada da fare". Il quadro che emerge racconta di un mondo che si affida ad un nuovo modo di agire pagando come errore il mantenimento dell'approccio "vecchio" (mancata promozione dei social sul sito aziendale, focus sulla promozione e non sulla diffusione di notizie, tra le altre cose).

Le aziende raccolgono (finalmente!) il guanto di una sfida che ad oggi non è più evitabile e che può dare loro un volano importante per la crescita. A sostenere questo progetto si presenta una schiera di consulenti nei quali, spesso,  capire la differenza tra socialmediacoso improvvisato e professionista non è facile. Allo stesso tempo comprendere che "le azioni social non costano niente" è un concetto che non ha nessun fondamento (se non quello di un certo #epicfail) è certamente un buon inizio per approcciarsi correttamente al mondo social.

La parte interessante, e promettente, del prossimo futuro è che questo mondo permette di quantificare i risultati. E sarà più facile rispondere alla domanda a #fail or #win?

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