«Con il termine startup si identifica l'operazione e il periodo durante il quale si avvia un'impresa.» Una qualsiasi impresa economica, che si tratti di un sarto, un macellaio, un'acciaieria, un'azienda vitivinicola o un'agenzia di comunicazione. Il coworking è invece la pratica per cui persone che appartengono a diverse organizzazioni e che svolgono attività non direttamente dipendenti tra loro, scelgono di lavorare condividendo uno stesso spazio  - e di conseguenza dividendo alcuni costi. Spesso, una startup ha costi fissi ingenti a fronte di ricavi ancora da costruire, motivo per cui può essere per lei interessante una situazione di coworking. Perché, negli ultimi anni, si parla tanto di startup e di coworking, collegando queste parole al mondo web e digitale? Vediamolo insieme.

Startup non è un tipo di azienda ma la fase iniziale della sua vita.

Ogni azienda ha una fase di startup che può durare più o meno tempo ma che, se l'azienda funziona, deve necessariamente finire. La fase di startup comprende tutti i costi di avviamento e gli investimenti strutturali: è la barriera iniziale da superare per poter svolgere un'attività economica. La rivoluzione digitale - che ha investito il mercato con tecnologie futuristiche, web e social media - ha creato innumerevoli  opportunità, abbassando le barriere e offrendo nuove possibilità di innovazione. Così sono nate molte startup in ambito digitale, aziende che investono sulle nuove tecnologie o su nuove modalità di utilizzarle per cercare di costruire aziende solide e redditizie. Facebook era una startup, ora non lo è più. Semplificando, a un certo punto della sua vita, un'azienda esce dalla fase di startup perché ha consolidato i suoi flussi di cassa, perché viene acquisita da qualcuno di più grosso, oppure perché si accorge di aver intrapreso un percorso non sostenibile, quindi fallisce.

Il coworking funziona se ci sono elementi in comune.

Per poter affrontare la fase di startup, il coworking è un'ottima soluzione. Immaginiamo il caso di un gruppo di amici appassionati di vino, capitanati da un giovane enologo, con la volontà di avviare un'azienda vitivinicola. Una soluzione per partire, abbassando gli investimenti iniziali, è quello di appoggiarsi a una cantina già esistente e approfittare dei tempo di non utilizzo delle infrastrutture esistenti.  Più in generale, nel settore vitivinicolo è comune la pratica di condividere luoghi e macchinari per operazioni non "core" e che richiedono grossi investimenti a fronte di benefici condivisibili. Una pratica simile è sempre più diffusa nel settore brassicolo, dove chi si avvicina alla produzione della birra spesso lo fa condividendo il luogo di produzione con altre etichette - sì, in Rossa piace lavorare con il vino e con la birra ;-)

«Il coworking non riguarda solo lo spazio fisico, ma inizialmente e soprattutto l'istituzione della comunità di coworking. I vantaggi del coworking possono ormai essere vissuti al di fuori degli spazi di coworking e viene raccomandato in genere di iniziare con la costruzione di una comunità di coworking prima di considerare l'apertura di uno spazio coworking.»

In tutto questo non abbiamo accennato a niente di web & digital, se non fosse che web e digital oggi hanno investito ogni ambito della realtà economica. Sono elementi trasversali, presenti anche nei settori più storici e tradizionali. Questa trasformazione ha fatto aumentare drasticamente i fornitori di servizi legati alla rivoluzione digitale - spesso partite Iva o piccole agenzie - che hanno fatto del coworking uno stile di lavoro per condividere costi e conoscenze. Da qui la nascita di nuovi spazi di coworking dove l'elemento in comune è il web & digital. Ma non è tutto qui.

Le startup hanno bisogno di rete, soldi e know how.

Gli spazi di coworking non sono incubatori, anche se spesso vengono confusi con essi. Uno spazio di coworking è costruito attorno a una comunità e, per questo motivo, facilita l'accesso ad alcune risorse scarse: il know how, la rete di conoscenze e le relazioni professionali. I soldi, altra necessità impellente delle startup, sono un problema affrontato indirettamente, in primis attraverso il meccanismo della divisione dei costi fissi già discusso. Le startup che vendono prodotti o servizi sul mercato fin dal primo giorno, possono trovare negli spazi di coworking un primo mercato agevolato o un amplificatore della loro brand awareness; quelle che hanno bisogno di tempo, a volte anche di anni, per sviluppare il prodotto/servizio da vendere, possono trovare nella rete di conoscenze del coworking nuovi finanziatori o modalità di finanziamento alternative. In entrambe i casi uno spazio di coworking risulta favorevole per le startup, ma non è la soluzione magica di tutte le sue difficoltà.

Oggi come ieri, le startup devono fare marketing.

Le startup devono fare marketing e chi fa marketing deve comprendere e aiutare le startup. Le agenzie di comunicazione si stanno trasformando. Alcune scelgono di specializzarsi in modo verticale su servizi di comunicazione più o meno tradizionali, diventando specialisti del BTL, del digital marketing, del web design, di PR e gestione eventi o dei tutto ciò che riguarda il mondo print, graphic & packaging. Altre si stanno focalizzando sulla parte di strategia, andando a lavorare su branding, posizionamento e definizione dei valori aziendali per poi lasciare ad altri (o in secondo piano) la parte operativa, quella di traduzione della strategia in azioni ed artefatti. Altre ancora crescono e si strutturano in divisioni per fornire un servizio a 360°. Ci sono poi realtà affini  che non sono agenzie di comunicazione ma incubatori, accelleratori, fondi d'investimento, coach e altro ancora.

ROSSA, l'agenzia che sta nel verde, fa parte di un network inter-professionale specializzato nella consulenza strategica e nel temporary management per le imprese di media e piccola dimensione. Questo significa a volte fare da incubatore, come nei casi del Me Scooter Elettrico o di La Flûte Shop & Club. In questi e in altri casi, ci occupiamo di brand e advertising, lavoriamo sul web, lavoriamo con le arti visive, arriviamo alla consulenza strategica e al temporary management. Insomma, qualcosa in più di un'agenzia a 360°, proprio grazie a un cuore di specialisti creativi e a una rete inter professionale.

La strada del coworking è quella giusta per le startup? La strada giusta non è quella che utilizza tutti gli strumenti, ma quella porta alla giusta destinazione. Ma ricorda: se sai già cosa stai cercando, non c'è gusto nel cercare.

 

Dario Pagnoni è consulente di marketing e strategia aziendale, Docente di comunicazione pubblicitaria e web copywriting presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia. Ha una Laurea Magistrale in Marketing Management ed è appassionato di strategia, innovazione e comunicazione digitale.